Antichi mestieri del Salento: l’apicoltore

Dalle infinite discussioni sull’origine del nome all’inequivocabile presenza di arnie e api nello stemma comunale. Il legame tra Melendugno e il miele custodisce così la testimonianza storica di quello che è riconosciuto come il feudo salentino dell’apicoltura.

apicoltura 3“L’apicoltura è un mestiere antico, che si tramanda oralmente e con l’esperienza diretta, fatto di attese e di silenzi, di tentativi, di fallimenti e di successi”. Questa massima sintetizza l’essenza del lavoro quotidiano dell’apicoltore, una vera e propria vocazione.

La strada da percorrere per raggiungere un mestiere antico nel tempo è, come spesso succede per tutto ciò che fa i conti con la natura e il suo corso, una scelta coraggiosa e difficile, vista la molteplice natura di insidie da affrontare. Quelle economiche, rappresentate nel caso del nostro territorio dalla ricerca di mettere a punto un prodotto che recuperi le tradizioni, fanno il pari con quelle atmosferiche, e non solo.

Nei secoli quest’arte ha subito un’evoluzione notevole, sino ad arrivare ai nostri giorni con l’apicoltura razionale. Con il passare degli anni c’è stato un sempre maggiore rispetto verso le api.

Basti pensare che mentre in passato veniva letteralmente “rubato” loro il miele (mettendo a repentaglio non poche volte la vita stessa dell’alveare!), oggi doniamo alle api una casa confortevole e già completa: l’arnia razionale, con all’interno i telaini (favi) già pronti per essere riempiti!

In cambio le nostre colorate “amiche” producono più miele, che noi andremo a raccogliere da una zona dell’arnia detta melario.

apicoltura 2Gli ultimi anni, caratterizzati dalla riscoperta dei prodotti tradizionali, hanno raccontato la riscoperta dell’apicoltura, seppur nella natura di secondo lavoro o totale passione per arrotondare un po’.

Il desiderio di fare un lavoro libero e a contatto con la natura, la soddisfazione di produrre un cibo sano e genuino, l’ottimismo che contrassegna nuovamente il settore: questi i principali motivi che spingono sempre più giovani ad avvicinarsi all’apicoltura.

Il Salento ospita una crescita di quest’attività. Il microclima salentino, influenzato da mare e venti, genera delle peculiari associazioni vegetazionali che ben predispongono le api.

Per il nostro territorio interessante è il fenomeno del mercato delle api, con aziende che vendono api agli altri apicoltori piuttosto che produrre miele. Si tratta solitamente di imprese più giovani e dinamiche. Chi è apicoltore da più anni, invece, rimane sulla produzione di miele.

Fare l’apicoltore significa stare sereni, vivere all’aria aperta in armonia con le stagioni e la vita delle api.

apicoltura 2L’attività annuale dell’apicoltore comincia a febbraio. Il primo obiettivo è rimettere in moto l’arnia. Le famiglie con meno nutrimento vengono nutrite con acqua e sciroppi finché le regine non cominciano a deporre. L’ape regina depone circa 2000 uova al giorno.

La prima raccolta di miele avviene a metà aprile, sulla base dei prodotti che si producono nel ciclo annuale. A fine agosto, fatta la smielatura, si conclude il ciclo e ci si dedica ai trattamenti naturali per la pulizia delle api prima di “mandarle in letargo”.

In primavera si ricomincia! 

 


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