Itinerario Degustazioni

Fare la spesa dal contadino e imparare ad apprezzare i prodotti tipici del Salento. L’itinerario degustazioni delineato nel territorio di Melendugno avvicina il consumatore alla realtà contadina e alle tradizioni locali, legate alla filiera corta.

1. Olio: l’oro giallo del Salento

 

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Melendugno, tra i comuni più estesi del Salento, è uno dei poli oleari più importanti in Puglia, e la presenza diffusissima di frantoi ipogei ormai dismessi conferma l’enorme produzione d’olio, attività principale degli abitanti locali nel corso dei secoli

La prima tappa del vostro percorso di degustazioni a Melendugno non può non essere quindi l’olio salentino. Le numerose masserie dislocate nel territorio vi offriranno tante possibilità di degustazione.

Voglio saperne di più sul procedimento di lavorazione dell’olio

Melendugno fa parte della Strada dell’Olio d’Oliva Adriatica-Antica Terra d’Otranto, percorso di fruibilità territoriale e valorizzazione promosso dall’Unione Europea e riconosciuto dalla Regione Puglia, che annovera i centri dove la produzione dell’olio rispetta il marchio DOP. Nello specifico, il percorso Macchia del Barone, dal nome di una delle principali contrade del paese, tocca Vernole, Melendugno e Borgagne.

L’esperienza del gusto sarà poi amplificata dall’ambiente circostante: non c’è miglior modo di apprezzare l’olio di eccellenza che sotto l’ombra di imponenti ulivi millenari  che da oltre 3.000 anni producono quell’olio amato, quasi venerato, da decine di generazioni di salentini e non.

Voglio immergermi nei percorsi naturali e ammirare gli ulivi secolari di Melendugno

2. I Sottoli: gusti antichi 

 

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Quello che è riconosciuto oggi come uno dei metodi di conservazione anticamente era l’unico modo per gustare verdure ogni giorno. Ad ogni contadino conveniva economicamente coltivare le varie verdure nel proprio orto e, essendo prima la produzione totalmente stagionalizzata, l’unico modo per degustare le verdure prettamente estive in autunno e inverno era la conservazione sottolio.

Scopri le usanze legate alle verdure tipiche nel Salento nell’itinerario cucina tipica

L’idea di produzione così poco artefatta è portata ancora avanti dalle aziende del territorio, che offrono un’ampia varietà di specialità di sottoli da degustare.

Pomodori Secchi, melanzane, zucchine, carciofi, lampascioni, funghi, peperoni in molte varianti, peperoncino. Sono queste le specialità che accompagneranno bruschette, insalate e tutte le vostre ricette che vorranno avere un po’ di sapore salentino.

3. Il gusto e la tradizione dei formaggi

 

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La tradizione contadina del Salento non si ferma all’olio. Melendugno e il Salento, da sempre, ospitano allevamenti di ottimo livello per organizzazione del lavoro e capacità degli allevatori. Ciò che rende i caseifici salentini dei punti focali dell’itinerario degustazioni è però la masseria didattica. Le attività del territorio, infatti, organizzano percorsi volti ad illustrare il ciclo di trasformazione del latte, la filatura e la produzione di formaggi freschi e di lunga stagionatura.

Voglio scoprire tutti i passaggi e i segreti della lavorazione del formaggio

Ora scopriamo i formaggi da degustare. I latticini salentini sono prevalentemente di origine ovina. La presenza di allevamenti di pecore e capre è diffusa anche nelle campagne melendugnesi e le produzioni locali derivano interamente dal latte dei capi allevati.

Il ventaglio dei gusti è vario. Si può passare dalla morbidezza della ricotta, del cacioricotta e della giuncata fino ad arrivare alle forti sollecitazioni date al palato dalla ricotta forte. Tutto qui? Per niente. I formaggi a media e lunga stagionatura come il pecorino, la marzotica e il caciocavallo, degustati per conoscere le qualità, da accompagnare a molti piatti, completeranno lo speciale tagliere dei formaggi prodotti a Melendugno.

Voglio vivere l’esperienza del gusto di 6 formaggi tipici del Salento

4. Il miele: una particolarità tutta melendugnese

 

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Molti di voi si chiederanno da dove derivi il nome Melendugno. La risposta? Da leccarsi i baffi. Dalle le varie ipotesi etimologiche sulla nostra città deriva la terza tappa dell’itinerario che vi accompagna per le degustazioni del territorio. Nel Salento, il miele è materia prima per i dolci natalizi (purceddhruzzi e carteddhrate), palline dolci ricoperte dal dolcissimo trasparente dono delle api.

Sono ancora sparsi nelle campagne melendugnesi gli antichi alveari in pietra leccese, diffusi già nel Seicento. Il medico e letterato salentino Gerolamo Marciano, ripreso da culturasalentina.it, scriveva già nel seicento riferendosi a Melendugno e anticipando quello che è ancora lo stemma comunale: “Questa città è chiamata così per il miele che v’è prodotto e che è migliore di quello dell’Attica, di Iblea e del Monte Imetto. Era celebrato dai vecchi perché il paese abbonda di timo, rosmarino ed altre piante odorifere. Il suo emblema è rappresentato da un “Pinus selvaticus” che porta sul suo tronco un favo di miele.

Quali specialità si producevano e si producono ancora a Melendugno? Il millefiori, dolcificante naturale prodotto a partire dal nettare di fiori di piante spontanee, coltivate e ornamentali, il miele d’eucalipto scuro e deciso, ideale per la cura delle infezioni, il miele d’arancio e il miele di timo.

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5. La birra artigianale: sfida e innovazione

 

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Una produzione locale di birra nel Salento, storicamente terra di vini e vigneti? Si può, specialmente se i mastri birrai del Nord Europa (e non solo) hanno apprezzato i colori della natura melendugnese e il clima locale, ideale per la coltivazione dei luppoli.

La quarta tappa dell’itinerario è la birra artigianale prodotta nelle campagne di Roca Nuova è un percorso che incrocia peculiarità locali e “dogmi” della scienza birraia. I risultati, maturati attraverso suggestioni e sperimentazioni, sono delle birre non pastorizzate, senza additivi, fermentate ed intense di profumi ed aromi.

I gusti, suddivisi dalle varietà di birra, soddisferanno le esigenze più disparate. La bianca, delicata dai sentori di miele e spezie, la bionda dissetante, erbacea e fruttata, la rossa “appagante”, dall’aroma di caramello e frutti rossi, la ramata intensa e amara nel finale.

Pronti a percorrere questo itinerario? Allenate il vostro palato! 


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