L’ulivo monumentale di Borgagne tra i più antichi d’Italia

Borgagne, precisamente in Via Lecce al km 1, ospita uno tra gli alberi più antichi d’Italia. Secondo alcune fonti si potrebbe trattare dell’ulivo più anziano d’Italia. E’ situato in una zona ricchissima di piante plurisecolari, ma la sua conformazione lo fa spiccare per bellezza e significati che raccoglie attorno.

Le bellezze naturalistiche del territorio di Melendugno non si fermano al paesaggio marino ormai noto in tutt’Europa. Il comune, precisamente nella frazione di Borgagne, ospita uno degli ulivi monumentali più antichi d’Italia, spettacolare per lineamenti del tronco e dai mille significati deducibili già alla vista.

Ma come raggiungere questo spettacolo della natura? Provenendo da Melendugno, bisogna prendere per Borgagne e, quasi alle porte di questa località, svoltate all’altezza del secondo relitto stradale che troverete sulla sinistra. L’ulivo, circondato da altre piante monumentali, spiccherà già alla prima vista. Naturalmente, percorrendo via Lecce da Borgagne, bisognerà accostarsi al primo relitto stradale incontrato.

Il seguente slideshow vi permetterà di ammirare ogni angolo e tutte le spigolature di questo gigante millenario:

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Le fattezze del decano degli alberi salentini colpiscono i visitatori che raggiungono Borgagne incuriositi da questo singolare record che riguarda uno dei principali patrimoni del Salento. Dalle sue olive infatti nasce l’olio extravergine Dop Terra d’Otranto.

L’ulivo del territorio melendugnese compete nel primato con “Matusalemme”, un pino di Bristlecone di 4846 anni che sorge in California, nella foresta nazionale di Inyo.

Molti si chiederanno: perché questa longevità degli alberi salentini? Una ragione confermata dalla storia porta al lavoro dei monaci basiliani, dediti per generazioni e generazioni alla coltivazione di questi alberi e alla produzione dell’olio.

Il nostro “nonno” di Borgagne però è in buona compagnia: nel Salento sorgono numerosi esempi di alberi secolari, monumenti della natura ai quali l’intera comunità è legata.

Nel territorio di Felline, sorge l’Ulivo Titano. Poco distante, in quel di Tricase, la Quercia Vallonea rappresenta al meglio l’esempio prima descritto: nelle ottocento primavere vissute è stata un elemento fondamentale per la cittadinanza locale: dalle sue ghiande si ricavava una polvere necessaria per la concia delle pelli.

A Strudà, frazione del comune di Vernole, si estendono una serie di alberi monumentali: sono ciò che rimane del bosco della Lizza dei Briganti, distesa che circondava la città di Lecce.

Vernole è riconosciuta anche per “La Regina”, un’imponente Ogliarola Leccese di circa 1400 anni. Nelle sue vicinanze vi sono altri ulivi altrettanto importanti, conosciuti come “Il Re”, “Il Faraone”, etc.  “La Regina” può arrivare a produrre fino a 6 quintali di olive, capaci di trasformarsi in un massimo di 100 kg di ottimo olio extravergine d’oliva.

La quotidianità della città di Lecce è poi scandita da ben 50 anni dalla costante presenza della Phytolacca, un albero monumentale posizionato in viale Marconi, al centro del capoluogo. Detta anche cremesina arborea, è originaria dell’America Meridionale ed è diffusa nelle regioni mediterranee.

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