Storia della presenza ebraica a Roca Vecchia

Il ripopolamento di Roca Vecchia, voluto da Gualtieri VI di Brienne, porta con sé una storia piena di vicissitudini, guerre e tentativi di ripopolamento, precedenti al lungo periodo delle invasioni turche, che hanno caratterizzato la storia di questa città per secoli.

Il conte Gualtieri VI aveva molto interesse per le terre di Roca e Melendugno, l’interesse era logistico poiché queste zone rappresentavano una sorta di ponte, attraverso il recupero del porto di Roca, per le sue spedizioni commerciali in Grecia. Oltre all’interesse economico, però, è reale credere che Gualtieri VI sia stato mosso dall’amore per Roca.

La città fu fisicamente ricostruita e ripopolata a seguito dell’ordine di Gualtieri VI nel 1353, che portò all’interno delle mura un miscuglio di razze: le vie di Roca Vecchia furono infatti abitate da francesi (giunti al seguito di Gualtieri VI), salentini (da Lecce e Melpignano soprattutto) e anche una rappresentanza ebrea. Una sorta di “melting pot” antico finalizzato a una nuova fioritura del centro.

Una testimonianza della presenza ebraica nella zona di Roca e Torre dell’Orso fu rinvenuta sul costone tra Roca e Torre dell’Orso. Sullo scoglio si può vedere una menorah (il lampadario ebraico a sette bracci) con il nome dell’autore.

I segni scolpiti sul costone però segnano anche il passaggio: si possono vedere anche delle sorta di “firme” di personaggi che sono rimaste incise nel corso degli anni.

La presenza ebraica a Roca Vecchia e nel Salento si è sviluppata anticamente per mano di esperti artigiani e mercanti, stanziati sia nei centri costieri sia nei paesi interni. In ogni città vi era la “via della giudecca” dov’erano residenti gli ebrei. La convivenza con i salentini non fu facile.

I malumori degli abitanti portarono a saccheggi e devastazioni delle giudecche. Gli ebrei erano accusati di portare via il lavoro tant’è che furono obbligati a portare un cerchio di panno rosso sul petto, segno d’infamia. Alcuni, spinti da varie ragioni, abiurarono la loro fede e si convertirono al cristianesimo; altri, invece, furono costretti a prendere la via dell’esilio.


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